Cosa fa il perito industriale, mansioni e competenze

perito industriale

Il perito industriale può essere visto come un tecnico/operaio attivo nel settore terziario e, più nel dettaglio, in una delle tante specializzazioni che l’industria permette di seguire (ne sono degli esempi: il perito meccanico, informatico, elettrotecnico e edile).

Dall’etimologia del nome derivante dal latino “peritus”, una persona pratica ed abile e “industria” a simboleggiare le fasi di produzione di un prodotto, capiamo come la professione del perito industriale sia vista come una figura che entra nel merito delle fasi di produzione attraverso le sue doti pratiche.

Perito industriale, cosa fa e sue mansioni

Dopo una breve introduzione riguardante l’etimologia del termine, procediamo con quelle che sono le mansioni svolte.

Occupandosi dell’intera fase di produzione dobbiamo tener conto che il perito industriale può svolgere differenti mansioni e può avere più sbocchi professionali a seconda dell’esperienza accumulata come perito e dai margini di crescita presenti nel settore da lui scelto.

Può occuparsi della direzione dei lavori e dei propri sottoposti, della progettazione dei disegni CAD per l’avvio della produzione, del collaudo e della manutenzione ordinaria e straordinaria da effettuare ai macchinari.

Sono tante le opportunità offerte da questa professione e, oggi come oggi, questa figura può ritrovarsi facilmente ad essere a capo di un proprio gruppo di lavoro.

Quali sono le competenze di un perito industriale

Sono tante le cose imprescindibili in un lavoro come questo, ma quello che fa la differenza tra un perito industriale junior ed uno senior (oltre l’esperienza), è la competenza.

Un perito industriale deve mostrarsi sempre competente ed estremamente professionale in ognuna delle funzioni che può ricoprire in quella che è la fase di produzione di un bene materiale o servizio.

Le competenze da assimilare possono essere riassunte in quattro punti:

  • Saper organizzare e dirigere il funzionamento della produzione;
  • Saper disegnare progetti con programmi di CAD;
  • Deve conoscere i macchinari, i loro funzionamenti;
  • Scrivere la documentazione d’uso dei macchinari.

Ogni perito deve poi essere bravo ad entrare nel merito delle fasi di produzione del proprio settore, esistono infatti tantissimi altri requisiti necessari ma che differiscono da settore a settore.

Come si diventa periti industriali

Diventare periti industriali non è una decisione che può esser presa da un momento all’altro e non è un lavoro che può subito essere intrapreso.

Nella maggior parte dei casi tutto parte con il conseguimento della qualifica da perito industriale presso un istituto tecnico industriale.

Il diploma da perito non è d’obbligo, ma costituisce una prima formazione essenziale per capire come muoversi nel settore d’interesse, approfondendo le varie tecnologie industriali oltre che il disegno tecnico e la successiva progettazione CAD.

Dopo di ciò potranno essere percorse 2 strade differenti (una delle due ancora per poco).

Periti industriali laureati

La prima strada sarà laurearsi. Dal 2025 sarà, tra l’altro, l’unico percorso che un neodiplomato potrà perseguire per lavorare da perito industriale.

Non tutte le facoltà permettono di esercitare questa professione, ma ce ne sono alcune riconosciute dal CNPI (Consiglio Nazionale Periti Industriali) e che permettono poi al laureato di sostenere l’esame di abilitazione.

Praticantato

Dopo aver conseguito il diploma da perito industriale o il diploma di istruzione tecnica, sarà possibile iscriversi al registro dei praticanti ed effettuare il successivo tirocinio formativo che dovrà avere una durata minima di 18 mesi e dovrà essere tenuto presso studi professionali o aziende con attività inerenti al settore scelto.

Con l’emanazione della Legge del 29 luglio 2021 n. 108 sarà requisito valido fino al 31 dicembre 2024.

Dopo queste due strade sarà necessario sostenere un esame di abilitazione finale alla professione ed essere iscritti all’albo dei periti industriali per svolgere questo lavoro come libero professionista.

Oltre questo, ogni anno dall’avvenuta iscrizione, sarà obbligatorio seguire dei corsi per periti industriali accreditati che rilascino dei crediti formativi al professionista fino all’ottenimento di 120 crediti in 5 anni, senza i quali non sarà possibile rinnovare l’iscrizione.

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